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STORIE DIPINTE E IMMAGINI PARLATE
Echi ticinesi di iconografia carliana

23,65

Un’accurata lettura degli affreschi della Vita di san Carlo Borromeo nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Biasca: siamo in territorio ticinese, intorno al 1620, quando il vicario Giovanni Basso commissiona ad un pittore poco conosciuto, Alessandro Gorla, questo piccolo ciclo.
Il ciclo pittorico di Biasca è un’importante testimonianza della capillarità e dell’efficacia dell’idea di episcopato tridentino applicato da san Carlo Borromeo, perseguita senza soluzione di continuità dai successori Gaspare Visconti e Federico Borromeo. I diversi riquadri offrono a chi li guarda una sintesi accurata dei tratti salienti dell’episcopato di san Carlo, dalla conclusione del Concilio sino alla sua glorificazione, con un linguaggio pittorico semplice e, per questo, assai efficace; è «un dialetto riconoscibile dalla gente», usato da una Chiesa che ben sapeva parlare al semplice e al dotto.
Il rapporto che legò Carlo Borromeo alle valli ticinesi, ben rappresentato negli affreschi, affonda le sue radici in una secolare appartenenza di questi territori alla Diocesi di Milano, in cui essi occupavano una posizione particolare, per vicende storiche, religiose e di tradizione.

 

Con un’inedita campagna fotografica, realizzata ad hoc, degli affreschi di notevole valore artistico, ancora poco studiati e pubblicati.
Con un saggio di Filippo Maria Ferro

 

ISBN:

979-12-5958-0399

Cm:

16 x 23

Pagine:

192

Finitura:

brossura con alette

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