Gilberto Finzi

(Mantova, 1927 – Milano, 2014) Laureato in lettere moderne. Consulente editoriale e critico letterario, ha collaborato a diversi quotidiani (“Corriere della Sera”, “Avvenire”) e a riviste. Ha curato l’opera omnia del Premio Nobel S. Quasimodo per i Meridiani Mondadori; due antologie di “novelle” dell’800 e del ’900 per Garzanti, e svariate riedizioni di classici contemporanei. Ha approfondito il lavoro sul secondo ’800 con l’antologia Lirici della Scapigliatura (Mondadori 1965, riedita nel 1996) e curando l’opera poetica di Giovanni Camerana (Einaudi 1969). Del 1980 è l’antologia Racconti neri della Scapigliatura (Mondadori). Ha pubblicato cinque libri di critica letteraria, due romanzi e una “favola politica” ispirata alla Repubblica di Platone, Il tarlo della libertà (2004). Articoli di impegno civile sono raccolti in Costume e pattume, del 1991. Tra le raccolte di poesia più recenti: L’oscura verdità del nero (Garzanti 1987), Dèmone se vuoi (Book edit. 1994), Soldatino d’aria (Marsilio 2000), il volume antologico La ventura poetica (1953-2002), prefazione di Giovanni Raboni, Fondazione Banca Agricola Mantovana, F. Motta Editore 2002, riediz. aumentata La Vita Felice (2009). Nel 2006, Poetile (Aragno). È stato tradotto in francese da Delfina Provenzali, in inglese da Vanna Tessier, in croato da Mladen Machiedo.